Enoteca, letteralmente significa contenitore di vino. In realtà oggi il concetto originario di bottiglieria si è ampliato andando a comprendere il mondo del gusto nella sua ampia accezione e questo perché la distribuzione moderna ha negli anni  disperso la cultura dell'alimento e del singolo prodotto facendo sorgere tuttavia il bisogno di trovare un luogo completo in cui le cose non solo ci sono ma vengono raccontate, spiegate, presentate e anche rispettate. Ognuno di noi ha un insopprimibile bisogno di conoscenza che

 non si compera semplicemente col denaro, la si può solo costruire negli anni con gli incontri giusti, con esperienze condivise, con percorsi piacevoli ma seri di degustazione e ascolto. E l'Enoteca è diventata questo: un luogo, un mondo, una sorta di biblioteca dove le etichette raccontano storie, dove una pasta o un salume o un cioccolato sono segni di una cultura profonda, tracce di uomini che lavorano e che lasciano segni tangibili del loro ingegno e della loro fatica.

L'enotecario racconta, ricerca, gira, incontra, sceglie, si prende la responsabilità di indicare percorsi e di formare il gusto di chi varca la porta della sua bottega. Ecco perché la professione non è semplicemente acquistare e rivendere. La professione è conoscere, capire, decidere e solo poi vendere. Qui il cerchio si chiude, ma non senza l'impegno di coinvolgere il cliente in un percorso consapevole, fatto di sapori, elaborazioni, studio, bontà, e anche bellezza. Sto parlando di educazione al gusto, educazione a riconoscere la qualità di ogni materia prima, di ogni vino. L'Enotecario capace dialoga, mette in campo la propria formazione e accoglie il cliente ascoltando le sue esperienze per portarlo verso quella che è la sua idea - professionale ed oggettiva - di qualità, concetto invocato da tutti ma su cui bisognerebbe ogni volta avviare un dibattito anche filosofico infinito.

L'Enoteca oggi è un luogo di testimonianza attiva, un info point moderno dove si deve essere pronti a rispondere sull'origine e sulle caratteristiche  di questo o quel vitigno fino  alla storia del cioccolato o alla nascita del Torrone. Un rischiatutto  alla rovescia, dove le domande le fanno i partecipanti, i clienti,  e dove il presentatore si gioca la faccia e la credibilità ogni volta che apre bocca.

Tradotto in termini concreti, questo implica una formazione perenne per l'enotecario, chiamato ad un compito straordinario di educazione della gente perché la massa di notizie che questo mondo rovescia da ogni mezzo è incompleta, a volte faziosa, a volte fuorviante, a volte eccezionale ma alle persone mancano quasi sempre gli strumenti culturali e conoscitivi per distinguere e beneficiarne. Manca la scuola, manca la normalità della vita quotidiana, manca il tempo per costruire ogni giorno le basi della conoscenza: per questo c'è l'Enoteca, un luogo dove la suggestione è correlata alla conoscenza, dove la bellezza della confezione è legata alla sostanza della qualità. Dove le persone parlano, si guardano in faccia, si devono capire e insieme trovare un percorso condiviso e sostenibile.

A volte in modo sommario si dice che l'Enoteca è costosa e che ci sono mille modi per procurarsi vini e alimenti di qualità. In verità, il servizio che una Enoteca seria offre è sempre sostenibile. Magari non è per un consumo quotidiano, ma è sicuramente una sorta di chilometro zero dove trovare il meglio del proprio paese senza prendere la macchina o cliccare su una pagina web.  Riconoscere il valore della professione è fondamentale, il compenso lo si merita sapendo interpretare con onestà e competenza il proprio mestiere.

Questo rispetto è una delle cose che più manca nella società moderna. Mancando conoscenza e dialogo, le persone si sentono estranee le une alle altre e ciascuno cerca di sopravanzare l'altro, di occupare spazi che non gli sarebbero propri, quasi che ogni giornata fosse una lotta per sopravvivere. L'Enoteca è un mondo dove queste parti avverse si incontrano e compongono impliciti conflitti attraverso la selezione delle scelte, attraverso la bellezza della conoscenza. Questo ha un valore immenso, fatto di umanità che progredisce e compie atti economici consapevoli attraverso l'acquisto. 

Ebbene sì, l'Enoteca di oggi ha un senso. Difficile da sostenere, perché lo è ogni cosa libera interpretata da una persona. La scommessa di questa libertà è parte del futuro. 

Video presentazione



Il video di presentazione dell'Enetoca Cremona con Patrizia Signorini

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