Beppe pisolava su una bella sedia di vimini nel giardino di Monte dall'Ora quando sono arrivata. E subito mi ha preso una gran tenerezza guardandolo. Con il capo sorretto dal palmo della mano eccolo lì, sereno, uno degli uomini simbolo della terra di Langa. Non c'è molto da dire perché tutto e tanto è stato detto di lui, del suo proverbiale carattere, dei suoi vini che raccontano il nebbiolo più di mille parole, del suo linguaggio dal significato sempre profondo quanto scarno e lapidario, della sua magistrale schiettezza.

Mentre lo osservo, penso a quanto è importante avere rispetto delle persone. Saperle ascoltare. Saperle attendere.

Nebbiolo e Barolo sono lì, sul tavolo, e quando li assaggi ti prendono dentro perché il nebbiolo sgorga da un mondo tutto suo, integro, ammaliante, e si protende alla mia anima nonostante sia chiuso in bottiglia da 4 giorni. Quel vino canta. E' questa l'unica cosa che mi viene da dire. Inutile ogni termine tecnico. Poi Beppe arriva, e la sua naturalezza schiva e semplice te lo fa sentire vicino; prende il suo sigaro e con quell' inconfondibile accento langhetto racconta che ha appena messo in bottiglia i vini, che gli sembrano buoni da bere e poi ti guarda, ti guarda con l'aria di chi non ha voglia di domande perché il senso è solo dentro al bicchiere. Devo trovarle io le risposte, e le domande devo farle a me stessa, chiedendomi se ho capito o no qualcosa di questo mistero infinito che è il vino. 

Lui mi piace e lo rispetto così tanto che sono felice per il solo fatto di averlo ritrovato lì. Metto il naso nel bicchiere, chiudo gli occhi, e mi lascio trasportare. 
Si impara qualcosa dai grandi anche quanto stanno zitti. E tacere fa bene a tutti.

Monte dall'Ora, 20 marzo 2017

Video presentazione



Il video di presentazione dell'Enetoca Cremona con Patrizia Signorini

Scopri Cremona

Una selezione di link utili per scoprire le bellezze di Cremona...

Fai una domanda





Italian English French German

Carrello

Il carrello è vuoto